“BE GOOD”

At the end of this reading, I had two thoughts well impressed in my mind: I am very proud of what I do to the extent that I can, and Dear Jesus, please do not give up on humanity even when it deserves it …

Through The Mirror

” “Be good.” Every time God thinks about the marvelous simplicity of that sentence, his unique and original commandment, another thought automatically takes over: that asshole of Moses. What kind of arrogant dickhead throws the one commandment he has been given down the toilet and pulls out ten invented from scratch? “[1]

At the end of June, the Einaudi promotion arrived in the bookstore, when placing it on the relevant shelf a cover leaps to my eye: a smiling and winking Instagram Jesus on a red-orange background. The title “The second coming” is a nice provocation and considering that it is next to tomes of a certain socio-political importance it makes me laugh. It intrigues me. I read the plot. I read the opening words. Irreverent.

I’ll put it back.

Three days later I take it back, I read the first five pages. I laugh. I cry. I ponder.

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“Fate i bravi!”

ORMAI LA SUA DECISIONE È IRREVOCABILE QUANTO CLAMOROSA:
PER SPIEGARE UNA VOLTA PER TUTTE AGLI ESSERI UMANI CHE SI SON SBAGLIATI DI BRUTTO SU QUEL CHE LUI VOLEVA REALMENTE DIRE, FARÀ TORNARE GESÙ SULLA TERRA, NONOSTANTE FORSE È L’ULTIMA COSA CHE IL SUO FIGLIOLO VORREBBE FARE. GESÙ CHE INTANTO SI STA GODENDO IL PARADISO, CASA SUA, FUMANDO SPINELLI E SUONANDO LA CHITARRA CON IL SUO CARO AMICO JIMI HENDRIX… E TANTO GLI BASTA PER ESSERE FELICE!

Through The Mirror

“«Fate i bravi». Ogni volta che Dio ripensa alla meravigliosa semplicità di quella frase, il Suo unico e originale comandamento, gli subentra in automatico un altro pensiero: quel coglione di Mosè. Che razza di arrogante testa di cazzo butta nel cesso l’unico comandamento che gli è stato dato e ne tira fuori dieci inventati di sana pianta? “[1]

Risultati immagini per gesù gifA fine giugno in libreria è arrivata la promozione Einaudi, nel sistemarla sullo scaffale preposto una copertina mi balza all’occhio: un Gesù da Instagram sorridente e ammiccante su sfondo rosso-arancio. Il titolo “A volte ritorno” è una bella provocazione e considerando che si trova accanto a tomi di un certo rilievo socio-politico mi fa ridere. Mi incuriosisce. Leggo la trama[2]. Leggo l’incipit. Irriverente.
Lo rimetto a posto.
Tre giorni dopo lo riprendo, leggo le prime cinque pagine. Rido. Piango. Rifletto.
Lo rimetto a posto.
Una settimana dopo è arrivato luglio…

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“MA STASERA CHE GUARDIAMO? – episodio 4 (film commedia)”

(I film non sono ovviamente gli unici degni di nota ma quelli che voglio consigliarvi oggi in una lista che non ha un ordine meditato)

Through The Mirror

Eccoci nuovamente qui con la rubrica sul film e i loro svariati generi, spero che abbiate potuto sfruttare qualche mio consiglio e che ne siate rimasti contenti, perché oggi ci spostiamo sulle commedie.
Sono stata un po’ combattuta sul decidere se portare o meno questo genere poiché la comicità è una cosa molto soggettiva ed essendo questo un genere che si basa sull’umorismo si può rischiare di dare o ricevere consigli non azzeccati. 

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Attenzione non voglio parlare dei film comici, il cui scopo principale è quello di far ridere (lì sì che i consigli sono impossibili), ma voglio concentrarmi sul genere di film con una trama più semplice e lineare, per la maggior parte a lieto fine, con l’intento di intrattenere e divertire, far riflettere ma senza prendersi troppo sul serio.

Ci aspettiamo comunque che la storia ci coinvolga e si sviluppi di pari passo ai suoi personaggi, ci mostri…

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I Classici: “Madame Bovary”

Perché non siamo mai contenti di ciò che abbiamo?

E mentre ci affanniamo nella ricerca di qualcosa di meglio, di più, sperando di non fare la fine di Emma, forse dovremmo fermarci un attimo, respirare e sorridere delle piccole conquiste quotidiane.

Ci riusciremo mai?

Through The Mirror

Risultati immagini per reading by the fireplace gif“Cosa c’è di meglio, infatti, che stare la sera con un libro accanto al fuoco, mentre il vento batte sui vetri, e la lampada arde?”[1]

Ah, come darti torto Flaubert, è un piacere inestimabile, specialmente se sei in quarto superiore e per le vacanze di Pasqua ti hanno riempito di compiti come se avessi tre mesi di pausa invece che tre giorni, e pur essendoteli portati giù dai nonni, decidi di sederti davanti al fuoco a leggere come una dama che null’altro ha da fare se non aspettare che i biscotti nel forno siano pronti per fare merenda (come se non bastasse la prospettiva del pranzo infinito del giorno dopo).

Madame Bovary non è un classico che danno da leggere a scuola, almeno non a me, non alle persone che conosco, troppo audace[2]?

Eppure quanto mi sono immedesimata in Emma e nel suo male di vivere, sempre…

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“Questa signora Maisel è DAVVERO fantastica”

Ad abbellire il tutto ci sono costumi e scenografie dai colori sgargianti che staccano su una New York impeccabilmente riportata allo splendore del tempo, insieme ad un colonna sonora azzeccatissima; dettagli che portano la serie ad essere amatissima dal pubblico così come dalla critica che l’ha premiata ampiamente. Non vorrete essere da meno, vero?

Through The Mirror

Immaginate di essere una giovane donna nella New York di fine anni ‘50, ottima famiglia, ceto benestante, vita comune; la vostra vita si compone come quella di tutti gli altri. C’è un solo piccolo particolare che vi sfugge: vostro marito vi tradisce con la segretaria e, a quanto pare, ha deciso di confessare e distruggere la vostra intera esistenza in un singolo istante.

Benvenuti nella vita della fantastica signora Maisel!

The Marvelous Mrs Maisel Gif

No no, non vi fate buttare già da questa separazione, Midge Maisel è pronta per il capitolo numero 2 della sua vita e ciò che l’aspetta è decisamente incredibile. E non sarà di certo da sola in questo viaggio ricco di sorprese uniche, di emozioni nuove, di riscoperte e di conquiste, di persone bizzarre e di molte moltissime risate. Midge è la vera stella della famiglia, il suo talento sul palco è innato, i suoi spaccati di vita quotidiana sono…

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“Un’Estate fra cattedrali e foreste”

« IO SONO CERTA CHE NULLA PIÙ SOFFOCHERÀ LA MIA RIMA, IL SILENZIO L’HO TENUTO CHIUSO PER ANNI NELLA GOLA COME UNA TRAPPOLA DA SACRIFICIO, È QUINDI VENUTO IL MOMENTO DI CANTARE UNA ESEQUIE AL PASSATO. »[4]

Through The Mirror

«I bambini vennero presto per assistere all’impiccagione. Era ancora buio quando i primi tre o quattro uscirono furtivamente dai casolari, silenziosi come gatti nei loro stivali di feltro.»[1]

Eccoci qua, io, un frappè cocco e cioccolato, occhiali da sole e 1030 pagine che ho tenuto in serbo proprio per questa lunga Estate. Certo che sei grosso eh, chissà quanti alberi hanno abbattuto per darti alla luce, sarà meglio che tu ne valga la pena, mio caro.

Risultati immagini per pillars of the earth gifSono passati quattro anni, ma ricordo perfettamente il giorno in cui ho iniziato I PILASTRI DELLA TERRA di Ken Follet, dopo che colleghi, parenti ed amici me lo hanno consigliato per anni, era arrivato il momento: il romanzo[2] si apre nel 1123 in Inghilterra, quando un uomo viene impiccato con l’accusa di essere un ladro e la vicenda abbraccia circa cinquant’anni di storia inglese e si conclude nell’anno dell’uccisione di Thomas Becket…

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“Risate scottish style”

Di fronte a mega produzioni, Lovesick potrebbe venir trascurata, e sarebbe davvero un crimine: riesce infatti, in appena 25 minuti per volta, a farci ridere e a farci tornare nel mondo ancora sorridenti.

Through The Mirror

<<E ora cosa mi guardo?>> is the new <<e ora cosa mi metto?>>, non trovate? Non stiamo (quasi) più due ore davanti all’armadio a passare in rassegna ogni singolo maglioncino, camicetta, gonna o pantalone. Piuttosto restiamo incollati alle varie piattaforme a fare zapping, cercando la serie tv perfetta per il mood, il meteo, la situazione, la giornata. Rischiando di finire due ore dopo in ritardo e senza aver visto niente.

Vi suona familiare?

Bene, allora vi aiuto io.

Se cercate qualcosa di divertente ma che non faccia semplicemente da sottofondo, se vi piacciono le storie con pochi protagonisti, possibilmente amici, e soprattutto se siete in cerca di accento scozzese… LOVESICK[1] è ciò che dovete assolutamente far partire.

Non vi so dire come sia il doppiaggio perché mi sono talmente innamorata del loro slang che non ci ho nemmeno provato a guardarlo in italiano!

Immaginate che per un qualsiasi…

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“Il confine che divide la vita dalla morte è, al meglio, ombreggiato e vago. Chi potrebbe dire dove uno finisce e l’altro inizia?”

Il Poeta mi ha tenuta in agitazione con un batticuore costante. La suspance è l’ingrediente principale, aggiungeteci che ho letto questo libro quasi sempre in metropolitana avanti e indietro dall’università schiacciata fra persone che potevano benissimo essere dei serial killer (o più probabilmente impiegati annoiati), capirete perché credo che valga davvero la pena di essere letto.

Through The Mirror

“La morte è il mio mestiere. Ci guadagnavo da vivere e ci costruivo sopra la mia reputazione professionale. Ne ho approfittato. È sempre stata attorno a me, ma mai così vicina con Gladden e Backus, quando mi ha respirato in faccia, mi ha fissato negli occhi e ha cercato di afferrarmi.”[1]

Mettiamoci che il killer lascia indizi presi dai romanzi di Poe, sarà che il protagonista è un giornalista che scrive di cronaca nera e si ritrova a viverla sulla propria pelle, sarà che Connelly[2] per me è abbastanza una garanzia, ma dalla prima pagina all’ultima, con i dovuti intervalli di stasi,Il Poetami ha tenuta in agitazione con un batticuore costante. La suspance è l’ingrediente principale, aggiungeteci che ho letto questo libro quasi sempre in metropolitana avanti e indietro dall’università schiacciata fra persone che potevano benissimo essere dei serial killer (o più probabilmente impiegati annoiati)…

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