“Vicoli bui, fuori e dentro di noi…”

“FORSE SI PUÒ ARRIVARE A CAPIRLO ABBASTANZA PER RIUSCIRE AD ANTICIPARE LE SUE MOSSE, MA IN ULTIMA ANALISI NESSUNO, NÉ IO NÉ TU NÉ NESSUN ALTRO, POTRÀ MAI VEDERE CIÒ CHE VEDE LUI QUANDO GUARDA QUEI RAGAZZINI, O PROVARE QUELLO CHE LUI PROVA QUANDO SFODERA IL COLTELLO”

Through The Mirror

Clam Chowder (versione New England[1])
(la ricetta l’ho trovata su un ricettario, l’ho riadattata per una persona sola)

 

81_l'alienista.png Graphic by: Federica

Ingredienti per 1 porzione:

-1 pagnotta rotonda molto grande
-25 gr di bacon
-25 gr di vongole
– ½ patata
– ½ gambo di sedano
– ¼ di cipolla
– 10 gr di burro
-0,50 dl di panna da cucina
-0,60 dl di latte intero
– sale, pepe q.b.
– farina q.b.

 

Preparazione

Iniziamo col mettere in acqua salata le vongole per 2 ore a purificarsi della sabbia. Tagliamo la pagnotta e la svuotiamo della mollica, spezziamo il bacon a pezzetti e sbucciamo e affettiamo la cipolla; peliamo le patate, laviamole e riduciamole a pezzetti. Laviamo il sedano affettiamolo finemente. Mettiamo le vongole in una casseruola, copriamo e le lasciamo aprire a fiamma viva per poi sgusciarle, filtrando il liquido che hanno generato.
Facciamo fondere il burro a bagnomaria in un…

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“Guerre, Amori e Febbre Alta…”

Venti di tempesta è il primo volume di una trilogia che racconta l’epopea della famiglia Domberg-Degnelly attraverso il Novecento (questo dettaglio l’ho scoperto solo anni e anni dopo) in particolare questa storia va dal 1914 al 1930. Anni talmente densi di avvenimenti (la Grande Guerra, la Rivoluzione Russa, la Repubblica di Weimar, l’ascesa del nazismo, la Grande Depressione) che penso il romanzo possa essere letto anche in solitario. È un po’ una versione più moderna di Via col Vento per certi versi, Felicia è una superficiale egoista, che vuole non solo sopravvivere ma anche non dover rinunciare mai a nulla, la guerra per lei è solo un argomento fastidioso e noioso che coinvolge troppo gli uomini e le impedisce di flirtare …un po’ come Rossella.

Through The Mirror

Io e l’inverno abbiamo uno strano rapporto, è come se fossimo amanti clandestini, a volte ci amiamo appassionatamente, ci abbracciamo sotto i piumoni, ci inondiamo di bevande calde e cibi consolatori. Ci riempiamo la stanza di buona musica e ci mettiamo a ballare.

Più spesso litighiamo, ci lanciamo cappotti e sciarpe, guanti e calze e calzini, nell’illusione di sentire meno freddo. Ci insultiamo fra febbri e influenze e raffreddori infiniti. Ci nascondiamo dai venti che spazzano via perfino i pensieri, dalle piogge storte e dalle giornate troppo corte. Troppo tristi.

book gif | TumblrÈ in una di queste liti furibonde fra me e l’Inverno che mi sono ritrovata in una piccolissima libreria del centro di Roma, una di quelle che sembrano uscite dal tempo e che purtroppo ora non c’è più. Era simile a quella dove lavoro adesso come impronta, con i tavolini e l’angolino delle tisane. A differenza della libreria dove lavoro…

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“Con Netflix nelle menti dei Serial Killer”

La seconda stagione (meno entusiasmante ma comunque bella) è stata trasmessa, è in forse la terza….

Through The Mirror

Un bicchiere di vino bianco[1], il pescato del giorno*, e una pioggia battente contro le finestre, ecco cosa serve per godersi appieno la nuova inquietante serie crime di Netflix: MINDHUNTER[2].

Era un venerdì sera decisamente troppo freddo e cupo per uscire quando facendo zapping sul canale streaming, ho scoperto questa serie tv ispirata a fatti realmente avvenuti e alla nascita del termine “serial killer” e dei profiler.
Siamo negli anni Settanta e due agenti dell’FBI, Holden Ford (Jonathan Groff) e Bill Tench (Holt McCallany) avviano una nuova tecnica all’interno del dipartimento di scienze comportamentali del Bureau. Si tratta di un approccio inedito che prevede di incontrare in carcere i più brutali assassini per poter trarre degli schemi, dei profili, delle categorie che possano aiutare nelle indagini e negli interrogatori. Se la trama mi aveva conquistata subito, la regia di Fincher è stata…

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“La ragazza in copertina”

Il libro è diviso come se fossero racconti separati eppure a me sembra perfettamente collegata, come se sfogliassi l’album di fotografie di una sconosciuta che ha deciso di immortalare (e quindi raccontare) solo queste parti, che per lei evidentemente sono quelle che contano di più. E nonostante qualche salto temporale, qualche frammento mancante, è facile seguirla nel ricordo.

Through The Mirror

In copertina c’è una ragazza affacciata a una vetrina, beve una tazza di quello che potrebbe essere tè, mentre fuori non si vede, ma sono sicura che si stia preparando una tempesta. Una di quelle bizzarre, con tanto vento e nuvoloni grigi che fanno presupporre il peggio e che poi si risolvono in qualche schizzo di pioggia sporca.
Tanta aspettativa per niente.

Mi incuriosisce, forse perché il cielo fuori è molto simile a quello che mi sono immaginata sulla copertina… e allora inizio a leggere questa storia, senza saperne niente, senza trasporto. E capisco subito di aver fatto bene.

«Avete presente l’energia che ci teniamo dentro? Quel bagliore? Quella luccicanza?»
«Quale luccicanza?»
«Sai quel flusso, quell’ammuina che si ammassa nelle ossa, dentro la testa, e pure nelle mura e nelle case. Tutta quella roba che non vediamo ma che non ci fa dormire la notte».
«E questo bagliore esce fuori…

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“Ma saremo mai soddisfatti?”

E togli la mascherina e metti la mascherina.

E su che braccio il vaccino?

E viaggia per lavoro, come desideravi.

E viaggia per piacere, come desideravi.

E allora la birretta alle 22? Non c’è più coprifuoco (si ma io ho sonno)

E la partita non la guardiamo insieme visto che ora si può? (non è che ci tenga poi molto)

E a Honolulu per 4 gg + 25 di quarantena 5 tamponi e 123 autocertificazioni non ci andiamo? E se poi richiudono? (ma Latina che è un’ora di macchina ed è tanto bellina no?)

E non andiamo da Ikea a prendere finalmente quella cornice che sono 2 anni che abbiamo il quadro per terra?

E non vieni in disco?

E in pizzeria?

E sabato che non si lavora non andiamo in piscina, a fare aperitivo, cena, dopocena, chiacchierata in piazzetta? CHE ADESSO SI PUò???

Perché memori dello scorso anno e della finta riapertura e della finta ripartenza, stiamo accumulando impegni come dei compulsivi.

Che non si sa mai a Settembre richiudono tutto.

Che la variante Delta mica è uno scherzo.

Che la vita è breve.

Bisogna fare TUTTO.

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NO.

Non voglio.

Mi lamento.

Perché non reggo più.

Perché sono due anni che ho il ritmo di un bradipo in letargo e ora improvvisamente oggi sono a Milano e domani a Napoli e stasera devo vedere gli amici. E lo smartworking non lo reggo più ma il traffico di Roma mi ha fatta piangere, quindi forse meglio la prima scelta.

E fa freddo, e fa caldo. E metti la mascherina e togli la mascherina.

E BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

Ma nemmeno questo è “normale”, questo essere passati da 0 a 100.

Questo devi vedere toccare e fare tutto.

Non mi sta bene.

Sono stanca.

E mi lamento.

Quindi non lo so….. Forse siamo gli esseri più scemi dell’Universo.

O forse ci vorrebbe un po’ di equilibrio.

Roccatederighi, in equilibrio sul precipizio – Il Tirreno Grosseto
E allora, ecco l’unico buon proposito dell’estate 2021, anzi del 2021 in generale: TROVARE EQUILIBRIO.

Che nonostante la perfetta definizione trovata su treccani, non so esattamente cosa significhi.

Essere felice di quei momenti davvero vissuti

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Parliamo onestamente, l’essere umano non è mai soddisfatto di ciò che ha.

Se per fortuna, impegno o caso, raggiunge l’obiettivo che si era prefissato subito ne cerca un altro, oppure se ne lamenta perché non è come se lo era figurato nella propria testa.

Altrettanto onestamente c’è da ammettere che questi ultimi due anni hanno messo a dura prova anche i più ottimisti. Anche quelli che invece trovano il buono in tutto ciò che fanno, quelli che non hanno bisogno di alzare l’asticella, riescono a trovare stimoli e soddisfazioni anche e soprattutto nelle piccole cose, in quelle inaspettate.

Ci hanno tenuti chiusi quanto? Quattro mesi circa all’inizio, e fra smartworking e “video chiamate di piacere” le persone hanno cominciato a scordarsi come fossero fatte le scarpe (qualcuno anche i pantaloni ma questo non era giustificato a mio parere) e gli amici, i colleghi, i parenti, sono diventate queste figure a…

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“Zugzwang”

Proprio in queste settimane sto vedendo l’ultima stagione e penso ancora che sia uno dei crime psicologici in circolazione. E voi, che ne pensate?

Through The Mirror

“Indossiamo tutti delle maschere, e arriva un momento in cui non possiamo toglierle senza toglierci la pelle”.André Berthiaume.

(Emily Prentiss)

Cosa si prova ad entrare nella mente di un criminale?

Ve lo siete mai chiesti? Risultati immagini per criminal minds gifNo? Sul serio… be allora non guardate abbastanza serie tv crime. Perché io ne sono rimasta ossessionata da questo pensiero per un bel po’, tanto che per un attimo la scelta di studiare criminologia o psicologia criminale all’università era quasi realtà. Poi però sono tornata al mio primo amore, il teatro, e alla scrittura che mi permette allo stesso tempo di essere un avvocato, un poliziotto, un medico, una casalinga, un portinaio, una parrucchiera, una strega, una regina e via discorrendo, senza doverlo essere davvero.

Chi pensa che per scrivere un copione, un romanzo o una sceneggiatura non servano accurati studi ma solo tanta fantasia e un pizzico di talento si sbaglia. Se…

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“Un lungo inverno con il Maestro del Legal Thriller”

È un libro da leggere mangiando bagel[5] davanti al camino, per rilassarsi e pensare che anche se ci lamentiamo ogni giorno c’è chi sta peggio, un romanzo da consigliare al nipote che sogna di diventare avvocato, al figlio un po’ ribelle, all’adolescente che per miracolo ha voglia di leggere.

Through The Mirror

Mark aveva undici anni e fumava saltuariamente già da due. Non cercava di smettere ma stava attento a non prendere il vizio. Preferiva le Kool, la marca del suo ex padre, ma sua madre fumava le Virginia Slim, due pacchetti al giorno, e in media Mark riusciva a fregarne dieci o dodici la settimana.[1]

 

Non so se vi è mai capitato di fissarvi con un autore o un genere, a me sì, nell’inverno della terza media, forse perché ero conscia di star per cambiare tutta la mia vita lasciando un indirizzo uguale per tutti e dovendo fare una scelta decisiva (che ovviamente ho sbagliato, ma come mi è venuto di prendere lo scientifico????), forse perché al supermercato stavano sempre al 25% di sconto, fatto sta che per mesi e mesi ho letto solo i legal thriller di John Grisham!

Tanto che per un po’ ho pensato di…

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“Una serie tv ‘Quattro Stagioni’ “

Sono un paio di mesi che ho ripreso il rewatch e devo dire che mi emoziona sempre come la prima volta che l’ho visto!

Through The Mirror

Quando mi prende una fase del tipo “non ho voglia di vedere niente ma ho comunque voglia di vedere qualcosa” è il momento di tornare alle origini. Dire che sono cresciuta con questa serie, dire che ho amato ogni singolo episodio, dire che potrei riguardarla altre dieci volte e non ne avrei mai abbastanza, non rende comunque l’idea, credo. È stata una serie che grazie anche ai nomi influenti che le hanno dato la luce è stata capace di distendere la strada ad un genere esplorato poi negli anni successivi con più o meno successo ma mai, a mio parere, con la stessa potenza.

Niente? Ancora non avete capito?

E allora mi sa non l’avete mai vista!

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Sto parlando di E.R. Medici in prima linea, sballottata per anni da un canale all’altro, da un orario all’altro della tv generalista, è stata comunque la prima serie tv che sono…

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