“Tu chiamale se vuoi, Emozioni”

Quando si regala un libro bisogna stare molto attenti. Si entra nel profondo della persona a cui vogliamo regalarlo, si va a dirle “io ti conosco, so che ti piacerà perché…”, e allo stesso tempo sveliamo un po’ di noi. Dalla scelta, dalla dedica, dal confezionamento. È un lungo scambio di emozioni silenziose.

Through The Mirror

«Chi ha iniziato a morire non smette mai di farlo»[1]

Risultati immagini per give a gift gif Quando si regala un libro bisogna stare molto attenti. Si entra nel profondo della persona a cui vogliamo regalarlo, si va a dirle “io ti conosco, so che ti piacerà perché…”, e allo stesso tempo sveliamo un po’ di noi. Dalla scelta, dalla dedica, dal confezionamento. È un lungo scambio di emozioni silenziose.

So che molti regalano libri per sentito dire, o di moda, o che ricordandosi della figlia della cugina del vicino di casa all’ultimo secondo entrano in libreria e prendono quello con la copertina più accattivante, il prezzo migliore o entrambe le cose.

Ma chi regala un libro intenzionalmente, sta costruendo un ponte, un patto di fiducia. Perciò tendo a regalare solo romanzi che ho letto e che davvero mi hanno fatto pensare a quella persona alla quale decido di donarlo. A…

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“Non lasciatemi sola con la mia testa”

Ho capito che per quanto ti senta coccolata e protetta nel posto in cui sei nato, anche se non cerchi di fuggirlo, c’è una voce accattivante e disturbatrice che richiama la tua attenzione verso mete inesplorate e che non c’è nulla di più violento e creativo che sentirti estraneo alle tue cose più care.

Through The Mirror

A pensarci bene la mia scrivania è talmente carica di oggetti che se ci appoggio anche uno spillo rischia di crollare.
Nonostante tutto non la svuoto, mi impressionano le cose che potrei ritrovare, sepolte dai libri e da tempo.
8 randomLe cose che hai capito farebbero invidia a Buddha
La semplicità è un obiettivo destrutturato e per raggiungerla venticinque anni non bastano, almeno.. non mi sono bastati.
C’è molta più solitudine nella noia che nella lontananza e il vuoto degli amori persi è incolmabile, questa è la sua maledizione e il suo fascino.
Ho capito che l’egoismo in gran parte dei casi è la fonte certa della sconfitta, non smetto di soffrire quello delle persone che mi stanno intorno che crea prigioni di vetro e legami d’acciaio contro i quali non c’è cautela.
Antropologico, scontato, naturale, sano e tremendo.
Ho capito che per quanto ti senta coccolata e protetta nel posto in…

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“Salva la Fantasia, salva il Mondo”

Ho sempre amato i supereroi, l’idea che ci siano persone straordinarie in grado di fare cose indicibili per il resto dell’umanità. Mi affascina soprattutto quando i poteri di questi esseri sovrannaturali non vengono da pianeti lontani o radiazioni nucleari, né da animali o veleni, ma da loro stessi. Dall’evoluzione. Da quel 70% del nostro cervello che non utilizziamo e che forse, chissà, potrebbe contenere la chiave per la trasformazione.

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heroes Graphic by: Federica

Okonomiyaki
(la ricetta è presa come spunto da un ricettario di Expo2015 e personalizzata da me)

 

 

Ingredienti per 2 Okonomiyaki

Per l’impasto:
– 300 grammi Farina

– 2 Uova
– 400ml di acqua
– Cavolo cappuccio q.b.
– Salsa Bulldog
– Preparato per Okonomiyaki

Per il condimento

“Okonomi” significa “quello che vuoi“, ed è per questo che possiamo sbizzarrirci quando prepariamo questo piatto, provando nuove versioni per ogni nuova puntata! E’ un ottimo piatto per aiutarci a svuotare il frigorifero.
Per un okonomiyaki a base di pesce utilizzeremo seppie, gamberetti e polipo, mentre se desideriamo fare un okonomiyaki a base di carne impiegheremo carpaccio di manzo e pancetta di maiale.
Poco prima di servire l’okonomiyaki aggiungiamo della salsa tonkatsu.

Preparazione:

Impastiamo la farina con l’acqua, puliamo i cavoli, li tagliamo molto fini e li aggiungiamo all’impasto, successivamente immettiamo tutti gli altri ingredienti tagliati…

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Sul SET di una SERIE TV AMERICANA

Di sicuro quello che resta più impresso sono i retroscena, le dinamiche tra un take e l’altro, l’affiatamento del cast e la collaborazione della crew, la professionalità e la concentrazione di tutti, la partecipazione rispettosa del pubblico e la comune passione per un progetto che prosegue da molti anni.

Through The Mirror

Quanti di voi come me quando fanno zapping e si trovano davanti a Friends su qualche canale si fermano a guardarlo anche se sanno a memoria tutte le puntate? Non troppo tempo fa la scena si è ripetuta nel salotto di casa mia incappando nel malcapitato familiare di turno (in quel caso mio padre) che si è ritrovato a guardare una puntata a caso senza conoscere né la storia né i suoi personaggi. È stato in quel momento che, tra tutte le domande che si potessero fare, mio papà si fa spazio tra le voci di Rachel e Ross chiedendo: “ma perché ci sono le risate sotto?”
Non gliene faccio una colpa, anche se un po’ piccata rispondo “perché alcune sitcom sono registrate con il pubblico dal vivo” ed è in quel momento che nel mio cervello si accende una lampadina, lascio il salotto e il telecomando che mio padre…

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“In giro per Roma con ‘Angeli & Demoni'”

Magari non in zona rossa, ma appena sarà possibile, è un tour che vi consiglio di fare!!!

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“Professor Langdon, lei ha passato la vita a studiare simboli come quello che ora si trova in mano. Per quanto tempo ancora vuole far finta di non avere ancora deciso di venire a Roma?”[1]

Vivo a Roma da 20 anni (dopo 10 passati ai Castelli), perciò credo di conoscerla piuttosto bene; soprattutto perché ogni volta che viene qualche amico o parente da fuori vengo ingaggiata come Cicerone, per cui anche se da sola qualche parte mi fosse sfuggita di sicuro l’ho recuperata in gruppo. Roma è enorme, perciò sono sicura che ci sono ancora zone nascoste, ma la parte centrale, la parte più “popolare” la conosco.
Perché faccio questa premessa? Per colpa del libro che ho letto ormai sei Primavere fa, ma che solo in questo Marzo mi sono convinta a seguire passo passo per capire se conosco la mia città davvero così bene o se un americano che…

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I Classici: “Dracula”

Di vampiri la letteratura (“Intervista col vampiro” – “Twilight” – “Le notti di Salem” –“Il Discepolo”) e la cinematografia (“Dal tramonto all’alba” – “Ragazzi perduti” – “30 giorni di buio” – “Nosferatu”) sono pieni, e da una decina di anni i mangiatori di sangue – tradizionali o vegetariani – si stanno facendo strada anche nella serialità televisiva (“Angel”- “True Blood” – “The vampire diares”- “AHS Hotel”- “The originals” ), ma forse non tutti sanno che nessuno di questi prodotti sarebbe mai potuto venire alla luce senza il capostipite: il primo, favoloso, spaventoso, lunghissimo e impegnativo romanzo epistolare “DRACULA” di Bram Stoker.

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32_ Dracula Graphic by: Gioia

“Il volto era grifagno, assai accentuatamente tale, sporgente l’arco del naso sottile con le narici particolarmente dilatate; la fronte era alta, a cupola, e i capelli erano radi attorno alle tempie, ma altrove abbondanti. Assai folte le sopracciglia, quasi unite alla radice del naso, cespugliose tanto che i peli sembravano attorcigliarvisi. La bocca, per quel tanto che mi riusciva di vederla sotto i baffi folti, era dura, d’un taglio alquanto crudele, con bianchi denti segnatamente aguzzi, i quali sporgevano su labbra la cui rossa pienezza rivelava una vitalità stupefacente in un uomo così attempato. Quanto al resto, orecchie pallide, assai appuntite all’estremità superiore; mento marcato e deciso, guance sode benché affilate. L’effetto complessivo era di uno straordinario pallore.[1]

Il termine vampiro deriva dal magiaro “vampyr”, dalla parola lituana “wempti”, che vuol dire “bere”, da quella turca “uber”, “essere diabolico”, e dalla radice slava “pi”, “stregone…

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“Quanto sei BELLA (e triste) Roma, quando sei vuota…”

Oggi, 3 giugno 2020, sono uscita per la prima volta dopo l’8 marzo, non per questioni di necessità. O meglio, non per questioni di URGENTI necessità, perché a mio parere, rivedere la mia città dopo 3 mesi un po’ una necessità lo è. È anche l’anniversario del Blog, 4 anni, chi ci avrebbe mai creduto … Continua a leggere “Quanto sei BELLA (e triste) Roma, quando sei vuota…”

I Classici: “La Divina Commedia”

Io ho talmente amato questa Opera che la portai come traccia della tesina all’esame di Maturità, e ancora oggi nelle giornate uggiose, mi ritrovo a sfogliarla e rileggere qualche brano, a chiedermi come abbia fatto a scrivere una cosa del genere, tanto potente, tanto attuale allora quanto adesso, eternamente contemporanea!!!

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28_divina commediaGraphic by: Federica

’Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente. 

Giustizia mosse il mio alto fattore;
fecemi la divina podestate,
la somma sapïenza e ’l primo amore. 

Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterna duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate’. [1]

La maggior parte di voi l’ha studiata a scuola, e magari l’ha anche un po’ odiata, avendo dovuto passare ore ed ore ed ore ed ore a farne la parafrasi, ad analizzarla, a trascriverne i versi o a doverla imparare a memoria.
E per questo la maggior parte di voi, non l’ha letta davvero.

Chi l’ha letta sul serio, senza la fatica dell’interrogazione sulle spalle, senza la paura del compito in classe, chi se l’è goduta per semplice diletto, non può non amarla.

La Divina Commedia…

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