“Lo speed date”

Hai solo tre minuti, cosa dici? Su cosa punti? Sei in grado di ammaliare e conquistare qualcuno solo con 180 secondi di parole a tua disposizione?

Through The Mirror

Immagine correlataHai solotre minuti, cosa dici? Su cosa punti? Sei in grado di ammaliare e conquistare qualcuno solo con 180 secondi di parole a tua disposizione?

Tutto è nato da questa semplicissima domanda.

Nei film le vediamo continuamente, persone che vanno a questi incontri-lampo per trovare l’anima gemella. Bisogna ricordare però che lì c’è uno sceneggiatore, che ha scritto delle frasi, ha pensato alla scena, ha deciso se in quei tre minuti dai il meglio di te e scocca la scintilla o se invece fai una figura meschina e imbarazzante, dipende da quanto sei importante nel film…

Ma come funziona nella vita vera?

Tre minuti.

Manco l’uovo sodo si fa in così poco. Che ti inventi? Punterai sul lavoro? Sulla personalità? Mentirai?

Continuavo a chiedermelo, curiosa, così ho deciso e questa estate l’ho fatto: mi sono iscritta a uno speed date con la mia coinquilina.

Partiamo dall’iscrizione che è…

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“Di giardini botanici, di professori distratti e di scambi di persona”

Una volta arrivati al giardino botanico, il professore decise che tutto sommato potevamo capire da soli il percorso e ci mollò senza troppi problemi per andare a parlare con altri professori di altre e classi e altre scuole presenti.
Col senno del poi devo dire che fu una pessima scelta, avevamo diciassette anni, eravamo dei minori in piena febbre ormonale, e come se non bastasse quel posto era un labirinto, cosa impediva a un malintenzionato di rapinarci o rapirci e scappare senza lasciare tracce?

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Una volta, in quarto liceo, il professore di scienze decise di portare la mia ed altre classi al giardino botanico. Perché decise di farlo proprio in Aprile coi pollini in giro dappertutto non saprei. La mia prima reazione fu di dire no e starmene a casa, ma il ragazzo che mi piaceva ci sarebbe andato e anche la mia rivale… non potevo certo lasciarle campo libero!
Non so quanti antistaminici ho preso per poterci andare, ma evidentemente non era la dose sufficiente perché mi ritrovai comunque con gli occhi gonfi e rossi e il naso grattugiato dal continuo soffiarlo.
Una volta arrivati al giardino botanico, il professore decise che tutto sommato potevamo capire da soli il percorso e ci mollò senza troppi problemi per andare a parlare con altri professori di altre e classi e altre scuole presenti.
Col senno del poi devo dire che fu una pessima scelta, avevamo diciassette…

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“CENTODICIOTTOOOO”

«Centro medico buongiorno»
«Buongiorno dovrei fare un’ecografia»
«Certo mi dica»
«Ecografia TRANSENNALE»

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«Centro medico buongiorno»
«Che me passa il reparto di gastronomia?»

Risultati immagini per what? gifEccomi qui pronta a raccontarvi la mia esuberante nonché emozionante esperienza lavorativa quotidiana! Vi è mai capitato di lavorare o assistere ad una giornata di lavoro di una segretaria in uno studio/centro medico? Ah che vi siete persi.
«Studio medico buonasera!»
«Ciao stellì so Maria!»
«Buonasera signora mi dica»
«Stellì allora me serve a pasticca der colesterolo, quella da pressione, er rispetecche, er depachine e quella per nervoso»

Da quando sono uscita da scuola ho avuto a che fare con i bambini, tutti i lavori che trovavo mi indirizzavano verso i bambini fin quando non ho avuto l’occasione di lavorare nello studio di una dottoressa e successivamente per un centro medico importante.
Non avrei mai pensato che questo lavoro avrebbe portato risvolti così….. DIVERTENTI.

«Studio medico buonasera»
«Buonasera dovrei parlare un attimo con la dottoressa»
«Provo a passargliela mi dice…

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“Cavour è morto!”

Non posso dire lo stesso di storia, nonostante avessi i voti alti, facevo una gran fatica a memorizzare tutti gli eventi nel giusto ordine cronologico. Troppe date! Cioè: Troppi numeri! E io e i numeri siamo sempre stati diffidenti.

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Risultati immagini per ship crashing gifNella mia classe al liceo, le interrogazioni di storia e filosofia erano viste come una specie di battaglia navale, in cui però inesorabilmente noi studenti eravamo destinati a perdere la nostra bella flotta.

Non solo di storia in realtà, una volta una mia compagna all’interrogazione di biologia alla domanda “come batte il cuore?” rispose “bum-bum”.

O a quella di latino un mio amico totalmente impreparato scrisse la ricetta delle melanzane alla parmigiana anziché la traduzione del brano in esame.

Essere impreparati poteva succedere in tutte le materie. Ma con storia e filosofia era una strage anche quando eri super preparato!

Risultati immagini per lady oscar gifLa professoressa (che somigliava vagamente a Lady Oscar) era una di quelle toste. Ma bravissima. Una di quelle persone che nonostante il tempo che passa e le generazioni di idioti che si vedeva passare davanti, non aveva perso l’amore e l’entusiasmo per le sue materie.

E che per questo…

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“Cos’è che dovevo fare? (la memoria di Dory)….”

Fino a che non ho rimosso di stare frequentando una persona. Romanticamente.

Detta così suona orribile, e forse un po’ lo è, ma è stato solo un momento, un brutto gioco della mente. All’incirca. Credo. Probabilmente.

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Capita a tutti di dimenticarsi le cose: i panni nella lavatrice, il cibo nel microonde, le chiavi sulla scrivania, la spesa in macchina, l’appuntamento dal dentista…
La maggior parte di queste dimenticanze sono innocue (a parte il gas, a quello facciamo tutti attenzione grazie!), è che la nostra mente deve elaborare una serie infinita di informazioni e spesso ci capita di essere talmente concentrati sull’immediato futuro da non fare attenzione a quello che ci sta capitando ora, proprio nel presente.

Quanti di voi mentre stanno parlando perdono il filo del discorso? O partono verso una stanza della casa ma arrivati lì non ricordano più che ci erano andati a fare?

Capita[1].

Risultati immagini per dory forget gifGiovedì per esempio ho dimenticato le chiavi nella toppa, e per fortuna me ne sono resa conto prima di fare danni. Una volta, anni ed anni fa, sistemando il cassetto dei calzini ci ho fatto scivolare per…

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“Buona la Prima!”

Ad ogni modo, spulciavo l’album dello spettacolo che qualche anno fa ho portato in scena con un gruppo di folli quanto me, una rivisitazione teatrale del film burtoniano “La sposa cadavere”.

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Oggi ho fatto una cosa che non si dovrebbe mai fare, ho aperto il vaso di Pandora dei ricordi.

Sarà che ultimamente penso molto al vero teatro (quello fatto per gli applausi e non per il denaro) ma ho in mente qualcosa come 30 copioni che però al momento non posso buttare giù perché sia io che gli attori siamo super impegnati in altro. E soprattutto perché PRIMA devo scrivere i 5 copioni per le mie bellissime classi elementari, che mi porterà via moooooooooooolto tempo ed energie.
Perché scrivere per i bambini dà molta soddisfazione, ma come potrete facilmente immaginare, è molto più complesso che scrivere per una compagnia di adulti.

Ad ogni modo, spulciavo l’album dello spettacolo che qualche anno fa ho portato in scena con un gruppo di folli quanto me, una rivisitazione teatrale del film burtoniano “La sposa cadavere”.

Era un progetto ambizioso ma divertentissimo, abbiamo creato…

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“Il bello della diretta!”

Ora, per capire la gravità del tutto bisogna fare chiarezza sul contesto. LA CHIAVE perduta era tipo FONDAMENTALE per andare avanti nel giallo. Senza la chiave non sarebbe potuta entrare l’antagonista. Senza la chiave non potevamo far andare avanti la scena, ma soprattutto senza la chiave NON POTEVAMO SVELARE IL COLPEVOLE.

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Non so se avete presente la mole di lavoro che c’è dietro alla preparazione di uno spettacolo teatrale; quante ore si spendono dalla stesura del copione, alle prove, ai laboratori, e poi se c’è danza e canto e dizione, ancora di più.

Si fa di tutto per prevedere l’imprevedibile, prove su prove, laboratori appositi, piani A,B, e C, – una volta durante una prova generale invece di dire

<<Forse nessun UOMO vi ha mai chiesto di essere la MADRE dei suoi figli>> dissi <<Forse nessun UOVO vi ha mai chiesto di essere la MOGLIE dei suoi figli>>

, generando una grossa risata… per fortuna inter-nos, ma nel dubbio che la potessi ridire “in diretta” imparai a prendere una bella pausa prima di quella battuta!; ma per quanto si possa provare e riprovare, tentare di piazzare piani alternativi e battute di emergenza, l’emozione è sempre in agguato, e NIENTE…

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“La ‘trappola’ del matrimonio”

  • Non le dico niente, Y si inginocchia e tutto, X gli dice no. X scopre che io sapevo e mi uccide. Y scopre che io sapevo che X non voleva la proposta e mi uccide.
    Insomma finisco morta, che non è una bella prospettiva.
  • Le dico della intenzione di Y, rovino la sorpresa e l’amicizia con Y. Ma salvo X dall’imminente proposta e Y dalla figuraccia.
    Cerco il primo volo in partenza per Ovunque per X. O meglio, per me, perché non voglio assistere al DOPO.
  • Lo dico immediatamente a Y, che magari fa ancora in tempo a non preparare niente e gli suggerisco di parlarne meglio, prima.
    Mi sembra che questa situazione salvi capre e cavoli, sto per mettere mano al cellulare e mandare un sms (no, niente messaggistica istantanea allora) quando X mi fissa come se fossi la gazzella nella foresta di fronte al leone. Anzi, leonessa, che il leone è un pigro.

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Risultati immagini per writing gifNo, non pensate di essere arrivati in un post di invettiva contro il matrimonio, non sono certo la fan numero uno di questa istituzione ma non mi metterei mai a farneticarci contro!

Quello di cui sto per narrare è molto più letterale.

Sette anni fa, ero solita frequentare una coppia di amici in coppia consolidata, visto che erano ormai un tutt’uno dai tempi del liceo. Un pomeriggio il lui della coppia che per evitare momenti drammatici chiameremo Y., mi chiede di intrattenere la lei della coppia, che chiameremo X. , poiché lui deve allestire il giardino di casa di lei, chiamare un cantante, un gruppo di bimbi che reciterà una poesia, mettere l’anello in una scatola dalla quale uscirà un gruppo di farfalle, e altre bizzarrie, per la proposta di matrimonio-

Certo è che tutta sta fatica per una frase…. Ma non sarebbe meglio mettere un…

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