“Progresso o Abominio?: Il Terzo Gemello”

Quando poi ho letto altri libri di Follett mi sono trovata spiazzata, probabilmente perché seppur lo stile di base rimane lo stesso, i temi, le ambientazioni, i personaggi sono così diversi da sembrare scritti da persone diverse… (ghostwriters?), ad ogni modo, anche se i suoi capolavori rimangono i romanzi medievali, questo thriller è da leggere assolutamente, anche se in un pomeriggio l’avevo già finito, però non dimenticato! Visto che dopo tanti, e tanti, e taaaaaaaaaaaaaaaanti anni ancora lo cito sempre e comunque, paragonandolo a tutto ciò che sull’argomento ho letto e visto da lì in poi…

Through The Mirror

Metà Ottobre, rifugiata dai nonni in un weekend che si prospettava cupo e piovoso, e che non ci avrebbe permesso – a me e i miei cugini – di giocare in cortile, col vento che ululava per la tromba delle scale che porta a casa dei miei zii, con i miei cugini che dovevano finire i compiti prima di scendere a giocare con me, e mio fratello che se la dormiva beatamente, mi metto ad esplorare il vecchio soggiorno scricchiolante. In un mobile ci sono le carte, in un altro le fotografie di mia mamma e i miei zii da piccoli, nell’altro ancora i liquori, ed una scatola di latta blu con il disegno di alcuni deliziosi biscotti al burro. Ovviamente dentro non ci sono i favolosi biscotti ma una serie di attrezzi da cucito e ricamo.

Le fotografie le so a memoria, così salgo fino all’ultimo piano dove…

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“Una zia Chic e Shock”

Tutti noi vorremmo avere una zia così, magari non che ci cresca, ma che ci porti in vacanza di tanto in tanto, a teatro, in campagna, in città, che ci mostri la vita insomma, che ci conduca sulla strada che i genitori non ci permetterebbero mai di intraprendere.

Through The Mirror

Sono diversi anni che ogni estate mi avvicino a questo romanzo dalla copertina fucsia, e poi per un motivo o per un altro, passo avanti, leggo altro. Ma non quest’anno, sistemando la camera e spolverando i libri, me lo ritrovo ancora una volta tra le mani, il giorno dopo devo andare al mare, così decido di metterlo nella borsa accanto alla crema solare.

101_zia_mame Graphic by: Gioia

“Davanti a noi si era materializzata unabambola giapponese.Aveva i capelli cortissimi, con una frangetta tagliata dritta che arrivava a lambire l’arco, molto accentuato, delle sopracciglia. Il suo abito di seta terminava in un lungo strascico a ricami d’oro. Anche le pantofoline che calzava erano d’oro, e tintinnanti di gioielli. Ai polsi, invece, tintinnavano braccialetti e braccialetti di giada e d’avorio. Le unghie, sicuramente le più lunghe che avessi mai visto, erano coperte da un delicato smalto verde acqua. Alle labbra scarlatte era languidamente appoggiato…

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“Di più è meglio”

Capisco perché la mia prof. del Liceo ce lo diede da leggere a scuola, è come uno specchio sulla nostra anima, sui rancori e i conflitti che ci portiamo dietro, e come un faro di speranza che ci dice di lasciarci tutto il male alle spalle, sorridere, mettere i piedi nudi sul prato e osservare l’alba mentre il vento ci scompiglia i capelli e il cuore.

Through The Mirror

“Il risultato dell’armonia non è la somma delle libertà e della spontaneità di ognuno dei due, ma della sottrazione consensuale di una porzione della libertà e della spontaneità di tutti e due.”[1]

Immagine correlataHo sottolineato questa frase nel libro, la prima volta che l’ho letto, alle superiori. Ed oggi, che lo rileggo a distanza di quasi un decennio, mi sembra ancora molto onesta. Qualcuno penserà che io sia cinica, e forse è vero, ma ho sempre pensato che per avere un rapporto di coppia duraturo, bisogna rinunciare a qualcosa. Il punto è a cosa, e con quanto sacrificio.

Il libro è Apri le porte all’alba ed è di Elena Gianini Belotti[2], della quale non ho più letto nulla. Se non fosse che i prezzi sono in lire e qualcosina è cambiato, non ci renderemmo conto di leggere un libro ambientato alla fine del secolo passato. Ci sono…

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I Classici: “Le Opere di W. Shakespeare”

Perciò scusate ma non posso dire “leggete questa” o “andate a vedere quest’altra”, perché William Shakespeare ha cambiato il modo di intendere il teatro, e forse perfino la vita, il sogno, e continua a farlo ogni giorno, e il minimo che si possa fare è onorarlo completamente.

Through The Mirror

Potrei essere rinchiuso in un guscio di noce e tuttavia ritenermi Re di uno spazio infinito, se non fosse che faccio brutti sogni.

(Amleto)

Risultati immagini per september gifE niente, sei tornato. Come ogni anno. Non ci si può fare molto… Che poi non è nemmeno colpa tua, non hai scelto tu di essere proposto come l’inizio della fine. 
Non hai scelto di essere un lunghissimo lunedì. Non hai certo deciso di avere la responsabilità di chiudere l’estate, né di far iniziare le scuole, le università, i lavori. Non è colpa tua se il vento cambia e porta tristezza. 
Ti avessero dato almeno il compito di iniziare l’anno, come poi di fatto fai, avresti avuto le bacheche piene di buoni propositi da buttare, di foto con cappellini e cotillon, un senso…. 
Invece arrivi come un ospite indesiderato eppure atteso, e ogni anno ci scontriamo e tu mi regali tante gioie quanti dolori. 
E visto…

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“Lo show deve continuare!”

“I FANG GETTANO SEMPLICEMENTE I PROPRI CORPI IN UNO SPAZIO COME FOSSERO BOMBE A MANO, E ASPETTANO CHE LO SCONVOLGIMENTO AVVENGA. NON HANNO ALTRE ASPETTATIVE SE NON QUELLA DI PROVOCARE IL DISORDINE.”

Through The Mirror

“L’arte, se la amavi, valeva qualunque dolore o infelicità. Se era necessario ferire qualcuno per ottenere quel fine, allora così sia. Se il risultato era abbastanza bello, abbastanza strano, abbastanza memorabile, non aveva importanza. Ne valeva la pena.”[1]

Risultati immagini per family fang gifNella libreria in cui lavoro, da quasi un anno abbiamo istituito un club del libro, e ci fosse una volta che siamo d’accordo su cosa leggere. C’è chi pretende solo letture impegnate, chi vorrebbe leggere solo storie d’amore e chi, come me, vorrebbe scoprire qualcosa di nuovo, una lettura diversa da quella che farei nel mio intimo e privato, una storia che valga davvero la pena leggere in compagnia per poterne parlare.

Dopo varie tribolazioni e titoli più o meno azzeccati, capita fra le mani un libro che io avevo già letto parecchio tempo fa, e che pur non ricordando dettagli o situazioni, mi ricordavo mi avesse scosso parecchio. Eccolo…

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“Fate i bravi!”

ORMAI LA SUA DECISIONE È IRREVOCABILE QUANTO CLAMOROSA:
PER SPIEGARE UNA VOLTA PER TUTTE AGLI ESSERI UMANI CHE SI SON SBAGLIATI DI BRUTTO SU QUEL CHE LUI VOLEVA REALMENTE DIRE, FARÀ TORNARE GESÙ SULLA TERRA, NONOSTANTE FORSE È L’ULTIMA COSA CHE IL SUO FIGLIOLO VORREBBE FARE. GESÙ CHE INTANTO SI STA GODENDO IL PARADISO, CASA SUA, FUMANDO SPINELLI E SUONANDO LA CHITARRA CON IL SUO CARO AMICO JIMI HENDRIX… E TANTO GLI BASTA PER ESSERE FELICE!

Through The Mirror

“«Fate i bravi». Ogni volta che Dio ripensa alla meravigliosa semplicità di quella frase, il Suo unico e originale comandamento, gli subentra in automatico un altro pensiero: quel coglione di Mosè. Che razza di arrogante testa di cazzo butta nel cesso l’unico comandamento che gli è stato dato e ne tira fuori dieci inventati di sana pianta? “[1]

Risultati immagini per gesù gifA fine giugno in libreria è arrivata la promozione Einaudi, nel sistemarla sullo scaffale preposto una copertina mi balza all’occhio: un Gesù da Instagram sorridente e ammiccante su sfondo rosso-arancio. Il titolo “A volte ritorno” è una bella provocazione e considerando che si trova accanto a tomi di un certo rilievo socio-politico mi fa ridere. Mi incuriosisce. Leggo la trama[2]. Leggo l’incipit. Irriverente.
Lo rimetto a posto.
Tre giorni dopo lo riprendo, leggo le prime cinque pagine. Rido. Piango. Rifletto.
Lo rimetto a posto.
Una settimana dopo è arrivato luglio…

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I Classici: “Madame Bovary”

Perché non siamo mai contenti di ciò che abbiamo?

E mentre ci affanniamo nella ricerca di qualcosa di meglio, di più, sperando di non fare la fine di Emma, forse dovremmo fermarci un attimo, respirare e sorridere delle piccole conquiste quotidiane.

Ci riusciremo mai?

Through The Mirror

Risultati immagini per reading by the fireplace gif“Cosa c’è di meglio, infatti, che stare la sera con un libro accanto al fuoco, mentre il vento batte sui vetri, e la lampada arde?”[1]

Ah, come darti torto Flaubert, è un piacere inestimabile, specialmente se sei in quarto superiore e per le vacanze di Pasqua ti hanno riempito di compiti come se avessi tre mesi di pausa invece che tre giorni, e pur essendoteli portati giù dai nonni, decidi di sederti davanti al fuoco a leggere come una dama che null’altro ha da fare se non aspettare che i biscotti nel forno siano pronti per fare merenda (come se non bastasse la prospettiva del pranzo infinito del giorno dopo).

Madame Bovary non è un classico che danno da leggere a scuola, almeno non a me, non alle persone che conosco, troppo audace[2]?

Eppure quanto mi sono immedesimata in Emma e nel suo male di vivere, sempre…

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“Un’Estate fra cattedrali e foreste”

« IO SONO CERTA CHE NULLA PIÙ SOFFOCHERÀ LA MIA RIMA, IL SILENZIO L’HO TENUTO CHIUSO PER ANNI NELLA GOLA COME UNA TRAPPOLA DA SACRIFICIO, È QUINDI VENUTO IL MOMENTO DI CANTARE UNA ESEQUIE AL PASSATO. »[4]

Through The Mirror

«I bambini vennero presto per assistere all’impiccagione. Era ancora buio quando i primi tre o quattro uscirono furtivamente dai casolari, silenziosi come gatti nei loro stivali di feltro.»[1]

Eccoci qua, io, un frappè cocco e cioccolato, occhiali da sole e 1030 pagine che ho tenuto in serbo proprio per questa lunga Estate. Certo che sei grosso eh, chissà quanti alberi hanno abbattuto per darti alla luce, sarà meglio che tu ne valga la pena, mio caro.

Risultati immagini per pillars of the earth gifSono passati quattro anni, ma ricordo perfettamente il giorno in cui ho iniziato I PILASTRI DELLA TERRA di Ken Follet, dopo che colleghi, parenti ed amici me lo hanno consigliato per anni, era arrivato il momento: il romanzo[2] si apre nel 1123 in Inghilterra, quando un uomo viene impiccato con l’accusa di essere un ladro e la vicenda abbraccia circa cinquant’anni di storia inglese e si conclude nell’anno dell’uccisione di Thomas Becket…

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